anno I - n°1
01-02-2005
 

Slow thinking: quando la lentezza è un valore




















L’editoriale di un primo numero, anzi di un numero zero, dovrebbe prima di tutto dare risposta alla più classica delle domande “chi

siamo, da dove veniamo, dove andiamo”, alla quale il lettore attento e pronto dovrebbe rispondere ovviamente “…un fiorino …”.
Ma penso sia superfluo dire che questa realtà nasce da un gruppo di amici tanto eterogeneo quanto casuale nella sua formazione, che copre buona parte d’Italia con qualche importante appendice fuori dai confini nazionale, che ci sono Claudio & Fulvio o Daniela & Eliana, che il dato comune è rappresentato soprattutto dalla voglia di fare qualcosa insieme, un

qualcosa che sia al tempo stesso divertente e se possibile interessante, per il gruppo stesso.....
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Novecento
Il design
La fruizione dell'arte
A spasso con Mr. Johnson

Giù il cappello, passa la chiocciola
The dead zone e la fine dell'eternità


Camera con vista
DI DANIELA TANCREDI

Oggi ho rivisto, per l’ennesima volta, un film che adoro.
Si tratta di “Camera con vista” (A room with a view), film del 1986 di James Ivory, tratto da un romanzo di E.M. Forster, primo della trilogia che il regista americano ha dedicato a questo scrittore (seguito da “Maurice” e da “Casa Howard”). Lo trovo un film delizioso.
È senz’altro un po' accademico, c’è il gusto dell’Italia....


L'eternauta: fu davvero roba per ragazzi?

L’Eternauta è sicuramente qualcosa di più di un fumetto. Per tutta una serie di motivi.
Il primo è la struttura atipica, quella del

romanzo circolare” che si autoriproduce e finisce lì dove era cominciato. All’inizio è una bellissima nevicata che ancora non fa presagire di essere portatrice terribile di morte. Il suo ritorno riporta il lettore nel senso di angoscia che lo ha accompagnato per tutto il tragitto, nello spazio e nel tempo, al fianco del protagonista, Juan Galvez, e dei suoi amici, dall’ingegnoso Ferri al giornalista Ruiz, dal giovane Pablo all’eroico Alberto, e delle due figure femminili della storia, Marta ed Elena, figlia e moglie di Juan.
Il secondo motivo che non ci permette di “liquidare” l’Eternauta come un fumetto – e quindi cadere nel tipico errore di considerarlo “roba per ragazzi” – è la sua reale collocazione nello spazio e nel tempo.
Il luogo.
Hector Oesterheld comincia a scrivere la storia nel


1957. L’Argentina ha vissuto fino a due anni prima la fase populista del regime di Peron, è impazzita per sua moglie Evita; rispetto al resto.....

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