| Slow
thinking: quando la lentezza è un valore |
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L’editoriale
di un primo numero, anzi di un numero zero, dovrebbe prima
di tutto dare risposta alla più classica delle domande
“chi
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siamo,
da dove veniamo, dove andiamo”, alla quale il lettore
attento e pronto dovrebbe rispondere ovviamente “…un
fiorino …”.
Ma penso sia superfluo
dire che questa realtà nasce da un gruppo di amici
tanto eterogeneo quanto casuale nella sua formazione, che
copre buona parte d’Italia con qualche importante appendice
fuori dai confini nazionale, che ci sono Claudio & Fulvio
o Daniela & Eliana, che il dato comune è rappresentato
soprattutto dalla voglia di fare qualcosa
insieme, un |
qualcosa che sia
al tempo stesso divertente e se possibile interessante, per
il gruppo stesso.....
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Nel
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Giù il cappello, passa
la chiocciola |
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The dead zone e la fine dell'eternità
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Camera
con vista |
DI
DANIELA TANCREDI |
Oggi
ho rivisto, per l’ennesima volta, un film che
adoro.
Si tratta di “Camera con vista” (A room
with a view), film del 1986 di James Ivory, tratto da
un romanzo di E.M. Forster, primo della trilogia che
il regista americano ha dedicato a questo scrittore
(seguito da “Maurice” e da “Casa Howard”).
Lo trovo un film delizioso.
È senz’altro un po' accademico, c’è
il gusto dell’Italia....
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L'eternauta:
fu davvero roba per ragazzi? |

L’Eternauta
è sicuramente qualcosa di più di un fumetto.
Per tutta una serie di motivi.
Il primo
è la struttura atipica, quella del
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“romanzo
circolare” che si autoriproduce e finisce lì
dove era cominciato. All’inizio è una bellissima
nevicata che ancora non fa presagire di essere portatrice
terribile di morte. Il suo ritorno riporta il lettore nel
senso di angoscia che lo ha accompagnato per tutto il tragitto,
nello spazio e nel tempo, al fianco del protagonista, Juan
Galvez, e dei suoi amici, dall’ingegnoso Ferri
al giornalista Ruiz, dal giovane Pablo all’eroico Alberto,
e delle due figure femminili della storia, Marta ed Elena,
figlia e moglie di Juan.
Il secondo
motivo che non ci permette di “liquidare” l’Eternauta
come un fumetto – e quindi cadere nel tipico errore
di considerarlo “roba per ragazzi” – è
la sua reale collocazione nello spazio e
nel tempo.
Il
luogo.
Hector Oesterheld comincia a scrivere la storia nel
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1957.
L’Argentina ha vissuto fino a due anni
prima la fase populista del regime di Peron, è impazzita
per sua moglie Evita; rispetto al resto.....
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