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Il Cronoscopio
E’ possibile guardare il passato? Una volta non
si poteva proprio fare, ma da più di un secolo a questa parte si.
Basta guardare una fotografia. In fondo una foto non è altro che
la traccia lasciata da dei fotoni (cioè la luce) su di una pellicola
ricoperta da una emulsione fotosensibile stesa su un supporto trasparente.
I cristalli di alogenuro d’argento seminati nell’emulsione,
colpiti dalla luce, formano una immagine latente che diventa visibile,
ed immutabile, solo dopo un trattamento chimico.
Credo che in pochi riflettano sul fatto che quando guardiamo una fotografia
guardiamo la luce di un anno, un decennio, un secolo fa. Stesso discorso,
naturalmente, è valido per un film. Guardare per un secondo un
film significa guardare un certo numero di fotografie una dietro l’altra.
L’idea del movimento è data dal tempo in cui il nostro occhio
rimane “impressionato “dalle immagini: diciamo che il movimento
di un film è un effetto ottico, non è reale. Se ricordo
bene, nel sistema Pal, il numero di fotogrammi per secondo è di
24.
Ma, se dovessimo catturare TUTTA la sequenza di un evento, quanti fotogrammi
occorrerebbero?
In linea teorica infiniti. Per quanto ne so, non esiste un unità
indivisibile di Tempo, una unità limite che sta al tempo come il
quark sta alla materia.
C’è anche un altro dettaglio importante che pochi tengono
in considerazione: quando guardiamo una fotografia non solo guardiamo
nel passato ma guardiamo anche uno “spazio” lontano da noi
parecchi milioni di chilometri. Questo per il semplice fatto che la Terra
si sposta nella propria orbita ad una velocità di circa 106.000
Km all’ora e contemporaneamente segue il sole che si sposta a 300
km al secondo: quindi quando guardiamo una foto, stiamo guardando una
luce lontana da noi nel tempo (minuti, giorni, o secoli che sia) ma anche
nello spazio perché l’oggetto occupava una porzione di spazio
(scusate la ripetizione ) che si trova ormai lontanissima.
Il massimo del fantascientifico, si direbbe.
Naturalmente gli scrittori di fantascienza non la pensano così.
Le foto, ed i filmati, che ci sono giunti , hanno un difetto fondamentale:
le inquadrature e i soggetti li hanno scelti altri per noi. Per non parlare
del sonoro: quelli più antichi ne sono sprovvisti (che voce aveva
la regina Vittoria?). Insomma se proprio si esclude il viaggio nel tempo,
almeno sarebbe bello puntare l’obiettivo verso l’anno zero
circa ( una data a caso) , e vedere la nascita di Gesù oppure verso
il 33 e vedere la crocifissione e poi la resurrezione ( per poter poi
dare una risposta definitiva una volta per tutte), e poi più in
là , la caduta dell’impero romano, Colombo che scopre l’America
e così via……..
Suggestivo, vero?
Su questa ipotesi affascinante (badate non si tratta di viaggiare nel
tempo, bensì guardare nel passato senza per questo incorrere in
fastidiose controindicazioni : i paradossi) Isaac Asimov
(ha bisogno di presentazioni?) scrisse molti anni fa un bellissimo racconto,
di cui questa volta mi cimenterò a raccontarne la trama perché
la ritengo, come molti racconti e romanzi del “Buon Dottore”,
ben costruita.
Il titolo della versione italiana è “Il Cronoscopio”.
*
Si tratta di un apparecchio che consente di guardare in qualunque punto
dello spazio e del tempo.
Uno studioso di storia, in un futuro non molto lontano dal nostro, vuole
effettuare una CRONOSCOPIA sui Cartaginesi.
Perché sui Cartaginesi? Perché ritiene che questo popolo
abbia subito (ed a oggi nell’immaginario collettivo continua a subirlo)
un torto dalla storia. La storia, si sa, la scrivono i vincitori, ed i
Cartaginesi ebbero lo sfortuna di essere sconfitti dai Romani. Questi,
come tutti i vincitori, “riscrissero” la storia a loro uso
e consumo, spacciando i Cartaginesi come un popolo che sacrificava i bambini
ai loro Dei, scagliandoli nel fuoco. Niente di più orribile avrebbe
potuto giustificare la totale distruzione di quella civiltà che,
in realtà, fu attuata per motivi certamente meno nobili.
Questo è evidente a tutti ma , ancora oggi, benché non esistano
prove a sostegno, tutti, o quasi, credono che i Cartaginesi facessero
sacrifici umani (vi dice niente il film “CABIRIA”?).
Il nostro studioso, però, è accanito, vuol dimostrare che
i Cartaginesi hanno subito un torto ed è disposto a tutto per dimostrarlo.
Perché tanto interesse? Vuol soltanto dimostrare la veridicità
della sua tesi?
Risponderò più in là a questa domanda, per adesso
dobbiamo tenere conto che, nel futuro previsto nel racconto, la cronoscopìa
esiste e si può effettuare soltanto dietro permesso del governo.
Anzi qualunque ricerca su qualunque argomento scientifico, persino le
carriere degli scienziati, sono sotto stretto controllo del governo. Questo
è un dettaglio che nell’economia del racconto ha una grande
importanza ma che, ha prima vista, sfugge. Quasi tutte le pubblicazioni
sulla Cronoscopia sono pubblicate su riviste ufficiali scarsamente lette
dal pubblico, anzi neanche un po’. Immaginate: qualcuno ha a disposizione
la possibilità di guardare nel passato e l’utilizza per “guardare
cose di scarsissimo o di nessun interesse. In questo stato di cose, come
è facile immaginare, l’autorizzazione ad utilizzare il cronoscopio
per la ricerca sui Cartaginesi è respinta.
Al nostro eroe che, non dimentichiamolo, è fortemente convinto
della necessità di dimostrare la sua tesi, non resta che tentare
con i propri mezzi di procurarsi il Cronoscopio. S’imbatte in un
giovane fisico, che si dimostrerà pure abbastanza brillante, e
lo convincerà nonostante tutti i rischi che questo comporta ( fare
qualcosa di non autorizzato dal governo, ricordiamocelo, può costare
la carriera) a fabbricare un cronoscopio fatto in casa. Qui viene fuori
la prima sorpresa: tutto ciò che riguarda il cronoscopio, compresa
la fisica su cui esso si basa , è introvabile. Anzi a fare troppe
domande si rischia di finire sotto il tiro dell’onnipresente governo.
Grazie ad uno Zio influente, il giovane studioso riesce ad impadronirsi
di un testo che tratta l’argomento e, finanziato dal nostro storico
riesce a completare un rudimentale cronoscopio. E qui viene fuori un’altra
sorpresa: il cronoscopio può scandagliare indietro nel tempo fino
a circa 200 anni prima, oltre non può. A questo punto i nostri
“Eroi” dovrebbero porsi la domanda: “perché il
governo ci racconta che non esiste limite e soprattutto perché
non vuole che il cronoscopio venga usato senza il suo controllo?”.
Eppure avevano sotto gli occhi la moglie dello storico, che, approfittando
del cronoscopio, può riguardare la propria figlioletta morta in
un incendio qualche anno prima. Anzi la donna non vuole più staccarsi
dalla macchina, preferendo vivere nel passato, non più nel presente
né tanto meno pensare al futuro.
C’era di mezzo anche la storia personale dello storico che, forse
responsabile della morte della figlia per aver provocato l’incendio
che l’ha uccisa, voleva dimostrare ( uno strano Transfert
) che i Cartaginesi non uccidevano i loro figli nel fuoco.
Tutto inutile: di fronte alla libertà della scienza tutto va sacrificato
e quindi i due decidono di rendere noto a tutti la tecnologia legata al
cronoscopio.
Tutto giusto e sacrosanto avrà pensato fino a questo punto lo sprovveduto
lettore del racconto, senza riflettere: Asimov ha sicuramente riflettuto
molto di più, sull’argomento.
Quello che ho sempre ammirato del “buon dottore” era la sua
capacità di scrivere cose “scandalizzanti”
in modo forse contorto, ma con argomenti molto validi (per inciso direi
che Heinlein, invece, scriveva cose scandalose
in modo abbastanza leggero e con argomenti del tutto legati alla pragmatica).
Dove comincia, in realtà, il passato?
Un giorno, un secondo oppure un attimo fa?
E che cos’è un attimo? Qualcuno è in grado di quantizzarlo?
E se avessimo a disposizione un apparecchio in grado di guardare indietro
nel tempo ad un decimilionesimo di secondo fa ed in un qualunque punto
del spazio, per che cosa lo useremmo? Non potremmo spiare (ed essere spiati
da ) chiunque, in qualsiasi posto si trovi ( o ci troviamo ) e qualunque
cosa faccia ( o facciamo? ).
Conoscendo gli esseri umani, credo proprio che finirebbe così.
Questo i nostri due ‘ Eroi ‘ non l’hanno pensato, condannando
l’umanità (fortunatamente solo nel racconto ) ad una vita
senza privacy.
Al di là dell’argomento specifico del racconto ( il cronoscopio
è un oggetto impossibile e vi risparmio
l’argomentazione sui motivi ), resta viva (oggi più che mai
) la domanda, sottintesa, che Isaac Asimov ci lascia: la ricerca
scientifica deve essere sempre, ed in ogni caso, totalmente libera?
P.S.
1. Un apparecchio chiamato Cronoscopio, o meglio Cronoscopio
di Hipp, esiste davvero ma è uno strumento meccanico
che ha la funzione di misurare brevi intervalli di tempo con una precisione
del millesimo di secondo.
2. Qualcuno ricorderà che, qualche tempo fa, è stata pubblicata
su tutti i giornali una “foto” del nostro universo qualche
milione di anni dopo il Big Bang. Quella foto è qualche cosa di
diverso da una cronoscopia. E’ una elaborazione della radiazione
cosmica di fondo provocata dalla esplosione che diede vita al nostro universo.
Questa radiazione fossile, a –270 gradi
centigradi, è un segnale che pervade l’intero universo ed
è eguale da qualunque direzione la riceviamo. Ed il prodotto di
quella deflagrazione, sono lo spazio ed il tempo in cui viviamo.
* - Da Il meglio di Asimov. Volume secondo (The Best of Isaac Asimov,
1973), Isaac ASIMOV cop. Karel Thole, tr. Hilia Brinis Oscar
di Mauro Caputo
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