anno I - n°6
settembre 2005
 

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Quello che le donne dicono...

Niente bulli, solo pupe - DI WEB MICHI

Giunti al sesto appuntamento con i coraggiosi che si ostinano a seguirci, introduciamo subito la particolarità di questo numero: eccezion fatta per l'editoriale che state leggendo, tutti gli articoli impaginati sono stati pensati e scritti da donne.

Per un giornale come il nostro, rivolto al novecento anche e soprattutto per quanto di questo secolo è ben distante dall'essere capito e acquisito, la cosa non ha nulla di clamoroso e l'unico indugio alla strana«ordinarietà della straordinarietà» è la convenzione che ci siamo dati per la preparazione di quest'uscita: nome in codice “il numero rosa”. Ma a dirla lunga sulle nostre intenzioni dovrebbe bastarvi la fotografia a fianco, che utilizziamo proprio per dedicare questo giornale a Fernanda Pivano, una delle grandissime italiane del novecento.


Oltre a ciò, non troverete le banalità trite delle citazioni: niente “Eva” o “dalla parte delle bambine”, né il sesso “secondo o debole” o “l'altra metà del cielo”. Anche perchè ad utilizzarle, di solito, sono proprio i grandi declamatori d'eguaglianza con la coda di paglia; da noi, invece, manca il senso di colpa che ti fa straparlare, ché tutti proviamo a ...
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Nel nostro FORUM, Ieri Oggi e Domani, discutiamo ogni giorno di questo ed altro.
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TETRIS
Di Lia Calò

TINA, LA CANDELINA
di Stefania Santarelli

BORIS VIAN, il disertore della tristezza
di Paola Zerbini

Tempo d'estate, tempo di gialli: gli “strani” detective di Dürrenmatt - di Arwen 56
parte prima
parte seconda  

C'ERA UNA FAVOLA
di Michi!
KIM KI-DUK
Il silenzioso esploratore dell'anima
di Priscilla Caporro

LA MAREMMA SETTENTRIONALE
di Paola Zerbini

RIDLEY SCOTT
il genio visionario
di Annalisa Ghigo



Terse visioni
La fiera della vanità
DI LA UOMO TV


Una bella ricetta facile facile per una cenetta che, con pochi euro, potrà accontentare ogni tipo di palato, anche il più esigente e raffinato. Prendete Mira Nair, regista pluripremiata ed acclamata, aggiungete qualche spezia indiana (non preoccupatevi: le porta la Nair stessa dalla sua terra natia…), aggiungete Reese Witherspoon, bella e brava attrice a caccia di rivincita (stavolta "delle rosse") e della definitiva consacrazione internazionale, un Bob Hoskins che fa...

 


Il viaggio infinito del Cile tra musica e poesia

di Amy Bonagura
Una lunga e sottile striscia di terra con monti e vulcani, che sembra concepita senza nessun altro scopo se non quello di impedire all'Argentina di vedere anche il Pacifico. Il Cile inizia a nord dell'Atacama, uno dei deserti più spietati del pianeta - splendidamente raccontato da Luis Sepùlveda, nel suo romanzo “ Le rose di Atacama ”, omaggio ad un suo amico ucciso dal regime di Pinochet – e

termina con l'infinita distesa di sabbia che scivola dritta verso l'estremo sud fino a sbriciolarsi nelle mille isole gelate e in parte inesplorate della Terra del Fuoco.

E' il punto finale di tutte le rotte, una lancia nel Sud del Sud America, quattromilatrecento chilometri di colline, vallate, laghi e mare”. Così sintetizza il Cile Isabel Allende per poi esplorarlo in lungo e in largo con la nostalgia di tutti i transfughi nel suo libro “ Il mio paese inventato ”.

Il lungo viaggio nell'anima del Cile inizia con un poeta: Pablo Neruda evoca il suo paese con i versi che lo descrivono, “notte, neve e sabbia disegnano la forma della mia patria sottile, tutto il silenzio giace nella lunga linea, tutta la spuma straripa dalla barba marina, tutto il carbone la colma di



misteriosi baci” .
Questo è il punto di partenza per il viaje: una terra lontana, in cui la bellezza portentosa rende superbi i suoi abitanti. “